Chiesto il rinvio a giudizio di 16 persone, tra medici ed infermieri, per negligenze nella cura di una paziente poi morta

Fonte: Gazzetta di Modena

MODENA. Richiesta di rinvio a giudizio per cinque medici e undici infermieri che lavorano all’ospedale di Baggiovara. È la proposta fatta dal pubblico ministero Enrico Stefani, prima del suo trasferimento, al Gup Andrea Romito. Se ne discuterà nei prossimi giorni in Tribunale a Modena e rischia di finire a processo una parte dello staff del reparto Unità operativo di Medicina Interna di Baggiovara.

I fatti risalgono all’agosto 2013 quando una donna di 77 anni muore per shock settico causato con elevata probabilità scientifica, ha sintetizzato il consulente tecnico incaricato dalla Procura, da una grave ulcera da decubito in sede sacrale. Stando all’accusa quell’ulcera non sarebbe stata accertata durante il ricovero della paziente a metà agosto e per sette giorni all’ospedale di Baggiovara, venendo invece poi notata dal personale di “Villa Parco della Graziosa” a Manzolino dove era già ospitata da tempo e dove avrebbe dovuto iniziare una fase di riabilitazione in seguito all’ictus per cui era stata ricoverata. Ma la situazione precipita, la donna accusa una febbre altissima tanto che con l’aggravarsi della situazione clinica, diventa necessario il ricovero presso il Policlinico di Modena ove veniva diagnosticata: “Sepsi in encefalopatia vascolare”, dovuta alla lesione da decubito al sacrale di terzo grado, con esclusione di lesioni polmonari o altre infezioni in atto. Al Policlinico la paziente muore e la figlia, assistita dagli avvoccati Antonio Bernardo e Donatella Carroni del foro di Bologna, dedice di denunciare l’accaduto.


Tocca alla Procura, quindi, verificare il comportamento dei medici e degli infermieri di Baggiovara: il pm Stefani fa acquisire i fascicoli sanitari e dispone gli accertamenti da cui emergono potenziali irregolarità da parte dello staff sanitario. Vengono infatti contestate negligenza e imprudenza da parte di medici e soprattutto infermieri, in particolare durante il percorso di “nursing”. Tradotto, c’è stata quantomeno disattenzione nel non notare l’ulcera da decupito, che non viene riscontrata né nel momento di ingresso nel reparto di Baggiovara, né durante la fase di degenza in cui la 77enne veniva assistita nel letto ospedaliero e neppure al momento delle sue dimissioni. La cartella clinica non ne parla tanto che la procura parla di una lesione del tutto trascurata dal personale infermieristico e medico. Proprio quella mancanza di attenzione, sostiene prima la figlia rappresentata dai due avvocati bolognesi, e poi anche gli investigatori, suffragati dalla perizia elaborata da un consulente scientifico, è stata la principale causa di morte della donna, che se fosse stata curata con dovizia di particolari non avrebbe poi accusato la violenta febbre e con tutta probabilità non sarebbe morta al Policlinico.
Toccherà al giudice per l’udienza preliminare, Andrea Romito, nella seduta del 31 maggio, valutare se il gruppo di medici ed infermieri, tutti difesi dall’avvocato Alessandro Sivelli, dovrà essere processato oppure non vi siano gli estremi per disporre il processo, che dovrebbe fare luce su quanto accaduto negli ultimi giorni di agosto, così come richiesto anche dalla figlia della 77enne, che sarà presente all’udienza in qualità di parte offesa.

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